Zero

rise_and_shine
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0. Da qualche parte bisogna pur cominciare, dunque meglio iniziare dalla fine. Lo scopo di tutto questo credo in fondo sia scrivere per scrivere, perché finalmente le parole possano perdere di significato.

In fondo l’atto della scrittura è ancora in qualche modo un atto magico, in grado di attivare associazioni sinaptiche imprevedibili, e l’Arte è forse soltanto libera associazione di pensieri casuali (o causali).

In questo momento, trascrivendo queste parole stentate e balbettanti,   comprendo, di non essere solo, anche se non vedo nessuno attorno a me.

Sono infatti in compagnia della mia ombra:  è il mio Doppio, una Scimmia che mi tormenta, schernisce e fraintende le mie parole, dice che valgono niente, che sono soltanto aria, prima di tutto.

Non di solo Burroghs scrive l’uomo.
Immagine tratta da Wikipedia.
BY-NC-SA 3.0 – Steven G. Johnson.

Aria, poi collegamento, referente, indice puntato sulla cosa da rappresentare. Infine, combinazione, associazione e trasformazione.

Ma qual è lo scopo di tutto questo?
Immagino sia scrivere, e dunque continuo a disfare e rifare la tela del mio inconscio, nella forma di questo sito Internet: e ci dovremmo quasi essere, piano piano prende forma, anche se non so esattamente a che punto sono.

Certo, anche qui è il processo che conta, e di cose ne ho imparate parecchie nel frattempo, ma è soltanto tecnica; e qualsiasi scimmia ubriaca, col tempo, è in grado di padroneggiarla, semplicemente vivendo.

Per ora manco io, da albertogori.net. 
Sempre avuto problemi col concetto di identitá, sempre stato difficile decidere chi fingere di essere.

Ma oramai ci siamo. Ci sono. Chi sono IO? Artista Grafico Videomaker, dice il curriculum. Manipolatore di immagini e di dati, diceva a volte il ragazzino pieno di velleità che ero: un Ovosodo.
Bello parlare con te, chiunque tu sia.
Si comincia già ad essere in troppi.

Ma sto andando troppo in profondità come al solito; sará meglio mantenersi alla superficie, è facile annegare in Narciso.

La parola come atto magico, si diceva. Ma questa volta non è teoria, non ci sono professori annoiati ad ascoltare automi ripetentivi, questa volta sono IO.

IO sono il Creatore di mondi. IO sono il Conservatore della realtà. IO, tremo, sono anche il Distruttore.

Chissà da dove viene la necessità umana di comprendere l’atto creativo.

Pochi sono gli esempi notevoli di Arte talmente astratta da essere indescrivibile, si tratti di parole, musica, immagini. Forse c’è qualcosa di piú nella poesia: ma i poeti sovente sono dei gran paraculi, specialmente quelli che se lo dicono da soli.

E ci risiamo con la Scimmia. Ma comunque:
Sesso, perlopiú necessitá biologica.
Spesa, perlopiù necessità.
Cibo, necessità.
Bagno, già meno.
Le scimmie non si lavano, credo. Poco mi sa. Certo, ora penso a quelle a mollo nell’acqua termale, mica sceme.
Certo mettersi al livello di una scimmia.
Distruzione, autodistruzione, strilla quella.
Ma come si fa ad ignorarla, quella Scimmia?
Bisogna farci i conti, no? Va addomesticata.
Come ha fatto il Creatore? Dando un significato alle parole.
Conservando le parole di sempre, sotto una nuova luce.